Videosorveglianza in condominio

Videosorveglianza in condominioLa videosorveglianza è sempre più utilizzata, specie nei grandi condomini, quale deterrente contro i furti e i danneggiamenti ai beni comuni.


Con la riforma del condominio del 2012, il nuovo art. 1122 ter del cod. civ. impone per poter deliberare sulla installazione di tali impianti la maggioranza prevista dall’art. 1136 2° comma del cod. civ.

L’ amministratore da parte sua , oltre che reperire preventivi di ditte specializzate, che garantiscano l’installazione di prodotti certificati, dovrà innanzitutto chiarire alla compagine condominiale che la raccolta, la registrazione, la conservazione dei dati e l’utilizzo dei dati configura un trattamento dei dati personali (art 4, comma 1, lett. b Codice Privacy) e che ciò è lecito quando rispetta i principi fondamentali previsti dalla normativa di riferimento quali liceità, finalità, necessità e proporzionalità.

Per esempio la telecamera che punta l’occhio sull’uscio di una abitazione privata, o sull’androne oppure riprenda il marciapiede esterno allo stabile ove si trovano locali commerciali si pone in contrasto con il principio di necessità e di proporzionalità.

Le immagini registrate dovranno essere raccolte e custodite, applicandosi le misure minime e idonee (art. 33-36 c.p.), per questo il dvr (digital video recorder), dovrà essere custodito in un luogo non accessibile ad estranei e dovranno essere previste protezioni fisiche e logiche ( password di almeno otto caratteri alfanumerici che si dovrà cambiare ogni sei mesi e un armadio chiuso con chiave ove posizionare il dvr).

Le immagini potranno essere visionate solo da soggetti incaricati, identificati e nominati e solo per scopi ben definiti. Gli incaricati potranno accedere alle registrazioni solo in caso di grave illecito (violenze personali, furti in abitazione, danneggiamenti alle parti comuni), dopo che sia stata presentata denuncia del fatto alle competenti autorità, su esplicita richiesta e sotto il controllo del responsabile del trattamento dati o del titolare.

Accade inoltre che l’informativa sulla presenza di tali impianti venga disattesa o sia incompleta, in realtà il cartello che avvisa la presenza di un’area video sorvegliata è una informativa breve, obbligatoria che deve essere posto prima dell’angolo di ripresa delle telecamere e tra l’altro se l’impianto funziona anche di notte dovrà essere posto in un luogo illuminato con indicazione del titolare del trattamento e delle finalità.

Accanto alla informativa breve, l’amministratore dovrà predisporre una informativa completa presso il suo studio, accessibile e disponibile a tutti i residenti del condominio e a chi è stato ripreso dalle telecamere seppur accidentalmente.

Altro aspetto da non trascurare è il tempo di conservazione delle immagini, che possono essere conservate per 24/48 ore e massimo fino a 7 giorni, ciò significa che possono essere mantenute per 24 ore e fino a 48 ore in caso di giorni festivi (per es.: sabato e domenica), di fatto conservate fino ad un massimo di 7 giorni, senza necessità di verifica preliminare presso il Garante, nel caso in cui questo risulti da un documento interno, deliberato e verbalizzato dall’assemblea.
A fronte di questi adempimenti minimi è previsto un impianto sanzionatorio sia amministrativo che penale.

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