“FOTOGRAFO”… IN CONDOMINIO

La realtà della vita condominiale ci presenta dei casi davvero singolari, che devono farci riflettere in quanto possono assumere anche connotati grotteschi, al limite dello Stalking o di possibili violazioni della  privacy.

Ecco il caso: due condòmine si accorgono di essere fotografate da un presunto “maniaco” del teleobiettivo, che ossessionato dal rispetto delle regole condominiali era solito scattare foto per documentare eventuali infrazioni.

A seguito di contenzioso giudiziario il Tribunale giungeva alla condanna del “repoter”  sostenendo che : “ i continui appostamenti sul balcone della propria abitazione, con il fine di cogliere in fallo condomini e visitatori, costituissero condotta connotata dalla petulanza, ossia da quel modo di agire pressante, insistente, indiscreto, sicuramente idoneo ad interferire, ledendola, nella sfera della quiete e della libertà delle persone”. Irrilevante veniva giudicato il fatto che l’ imputato si era prefisso il fine di documentare violazioni del regolamento condominiale.

La Cassazione però con la sentenza sez. I pen. 18539/2017 ribaltava il pronunciamento di primo grado, ritenendo insussistente il reato di molestie.

Nella sopradetta sentenza  si legge infatti che risulta impossibile dimostrare l’effettiva ossessione per gli scatti fotografici del condomino, lamentata dalle vicine e la frequenza di quel comportamento. All’esame dei giudici, infatti era pervenuta solo una foto.

In particolare le due condòmine erano state fotografate a sorpresa, l’una mentre si recava presso la ricevitoria antistante l’abitazione dell’imputato e l’altra, nel transitare in un’ area condominiale, si accorgeva che l’imputato era nascosto dietro una finestra del proprio appartamento. Nel secondo evento citato addirittura non sarebbe stata scattata alcuna foto.

Troppo poco, insomma, perché si configurasse un caso di Stalking oppure una violazione della Privacy, in quanto secondo gli Ermellini non può certo ritenersi abituale una condotta che si è realizzata in danno delle parti una sola volta.

La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso ed ha annullato la sentenza senza rinvio, perché il reato non sussiste e sembra in qualche modo dirci che se una determinata condotta non la si fa spesso non costituisca reato, anche se un quesito rimane senza risposta: il condomino “reporter fotografico” continuerà nella sua sorveglianza non richiesta ?

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