Anagrafe Condominiale e Contratti di Locazione

Anagrafe CondominialeLa riforma del 2012, con l’introduzione dell’Anagrafe Condominiale, prevede l’obbligo per l’amministratore del condominio di registrare nominativi e dati dei condòmini, per rendere possibile una gestione maggiormente professionale dell’immobile.

Il registro di anagrafe condominiale è uno dei quattro registri insieme a quello dei verbali, di contabilità e di nomina e revoca che l’amministratore deve curare e mettere a disposizione dei condomini per la libera consultazione.

Il nuovo art. 1130, n.6 prevede che la tenuta dell’anagrafe avvenga a cura esclusiva dell’amministratore, una sorta di “carta d’identità”, del fabbricato contenente le notizie anagrafiche e patrimoniali utili per identificare tutti i partecipanti al condominio.

Anche i condòmini dal canto loro saranno tenuti a comunicare i dati richiesti dall’amministratore e in caso di mancata collaborazione saranno soggetti a diffida scritta ad adempiere entro un congruo termine, decorso il quale l’amministratore provvederà ad acquisire i dati, addebitando le spese agli inadempienti.

In Italia, a differenza di altri paesi europei, non esiste un’anagrafe pubblica dei contratti di locazione, dal punto di vista condominiale gli inquilini partecipano alla gestione delle cose comuni ed hanno diritto di essere convocati a determinate assemblee (art 10 L. n. 392/78); sebbene il responsabile degli oneri condominiali resti sempre il proprietario, la ratio dell’anagrafe condominiale, che impone la comunicazione del nome del conduttore è chiara: consentire all’amministratore di conoscerlo per renderlo partecipe della gestione condominiale.

La legge di stabilità del 2016 prevede uno specifico obbligo di comunicazione in tal senso, l’art. 1, comma 59, della Legge n.208/15 precisa infatti che: “ è fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi sessanta giorni, al conduttore ed all’amministratore del condominio, anche ai fini della tenuta dell’anagrafe condominiale di cui all’art. 1130, numero 6), del codice civile.”

La nuova norma impone che tale comunicazione debba essere “documentata”: una copia della ricevuta dell’imposta di registro va infatti inviata sia all’amministratore di condominio che al conduttore.

Possiamo concludere questo breve excursus dicendo che è da escludersi nella maniera più assoluta la possibilità che l’anagrafe finisca per costituire una sorta di schedatura dei condomini, anzi per motivi di privacy e di deontologia professionale, i relativi dati  non possono essere forniti neanche alle amministrazioni pubbliche.

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