Abbattimento degli alberi condominiali

abbattimento alberi condominialUna questione particolarmente delicata è quella relativa all’abbattimento degli alberi condominiali, la quale, secondo la giurisprudenza prevalente, comportando la distruzione di un bene comune, rappresenta una innovazione vietata ai sensi dell’art.1120, 4°, c.c.

In questo senso si è pronunciata la Corte di Appello di Roma n.478/08: “L’abbattimento di alberi comportando la distruzione di un bene comune, deve considerarsi una innovazione vietata ai sensi dell’art. 1121 c.c. e, in quanto tale, richiede l’unanime consenso di tutti i partecipanti al condominio; né può ritenersi che la delibera di approvazione, a maggioranza, della spesa relativa all’abbattimento, possa costituire valida ratifica dell’opera fatta eseguire di propria iniziativa dall’amministratore”.

Anche la Cassazione (sez. VI  pen. sent. n. 24396/05) considera il taglio degli alberi ad alto fusto presenti in area condominiale, un danno, non solo per i condòmini, ma più in generale per tutti i cittadini, in quanto viene riconosciuta agli alberi una sorta di “pubblica utilità”, nonostante siano beni situati in area privata.

Unica eccezione è rappresentata dall’urgenza con grave pericolo per persone e/o cose, in quanto in questo caso l’amministratore ha il potere/dovere di intervenire senza delibera dell’assemblea, alla quale però dovrà riferire alla prima occasione utile, essendo chiara la prevalenza di una istanza di pubblica utilità rispetto agli altri diritti tutelati. (art.1135, 2°,c.c.).

Maggiore è invece la tutela riservata ai c.d. “alberi monumentali“, alberi ad alto fusto e di particolare pregio, meglio indicati dall’art. 7 L. n. 10/13 “ Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

Al punto 4) del suddetto articolo è stabilito che: “salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5000 a euro 100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell’apparato radicale effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato”.

Va comunque detto, per completezza di informazione, come la giurisprudenza più recente (Trib. di Pordenone sent. 02/02/2016), preveda che, nell’ipotesi di valide ragioni poste a fondamento dell’abbattimento di alberi non particolarmente pregiati e sostituibili, non occorra l’unanimità, ma sia sufficiente la maggioranza di cui all’art. 1136, 2°, c.c.

 

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